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5° Convegno nazionale sulla sicurezza sociale ed il gioco d’azzardo

Lo scorso 18 maggio 2012 si è tenuto il 5° convegno nazionale dedicato alle Ludopatie, organizzato dall’Unione Generale del Lavoro (Ugl) Medici e Ugl Terziario, dal titolo molto eloquente: “Sicurezza sociale e case da gioco”. 
Tra i partecipannti a questo importante convegno vi erano le più grandi rappresentanze del panorama italiano del mondo del gioco: il presidente di Federgioco, Luca Frigerio (Amministratore unico del Saint-Vincent Resort & Casino), il coordinatore nazionale Ugl case da gioco, Roberto Spina, il segretario nazionale Ugl Medici, Roberto Dibiagi e l’ex  presidente nazionale di Federegioco, Carlo Pagan.

L’amministraotre unico del Saint-Vincent Resort & Casino è stato molto preciso nel sottoporre alla platea di specialisti del settore i dati inerenti il rischio ludopatia sulla popolazione: “dal due al tre per cento della popolazione italiana è a rischio ludopatia” ha riportato Luca Frigerio “Stimando in circa 60 milioni di individui la popolazione italiana – ha spiegato – più di un 1 milione di cittadini dello ‘Stivale’ sono a rischio di patologie legate al gioco d’azzardo. Di questa percentuale si stima che circa il 15% sia realmente malato di gioco; fa presto il Ministro della Sanità quando dice che bisogna star sereni pensando all’85% di persone sane. E agli altri chi ci pensa?” 
Se infatti consideriamo questi dati in relazione alla popolazione totale del nostro paese emerge come il GAP (acronimo di Gioco d’Azzardo Patologico) possa interessare almeno 150.000 persone. 
Guardando nel quotidiano dei cittadini, infatti, ci si accorge facilmente di come le possibilità di giocare d’azzardo si siano moltiplicate con l’avvento delle varie lotterie istantanee, gratta e vinci, sale slot, macchinette da bar, ecc.. per non parlare del gioco d’azzardo on-line. 
Oggi questo ‘vizio’ ha una sua collocazione medica ben precisa ed i sintomi del Gap il più delle volte si manifestano “quando si perde il senso del ludico e il contatto con la realtà”: dice Carlo Pagan che, con il suo staff, recependo normative europee, ha attivato all’interno del suo Casinò il progetto “Save the Game”, mirato a dare un supporto scientifico ai clienti che potenzialmente e fattivamente possono aver problemi con il Gap.

In quest’ottica risulta evidente come, in un contesto nel quale il gioco d’azzardo è entrato nel quotidiano e le opportunità per scommettere e giocare d’azzrdo si sono moltiplicate, i Casinò, dove è presente un contorno di eventi (anche culturali) e situazioni che in un certo senso ‘diluiscono’ l’impatto dell’azzardo vero e proprio, il giocatore vive un’esperienza totalizzante con il gioco e le scommesse, mettendo a rischio la propria sanità mentale.
Le case da gioco hanno gestito e gestiranno in maniera attenta le patologie connesse al gioco d’azzardo – spiega ancora Luca Frigerio – si sono avvicinate e collaborano anche con il sistema sanitario per far si che un’attività divertente e rilassante non si trasformi in malattia”.

Il gioco compulsivo, le ludopatie e l’illegalità non abitano più nelle Case da gioco. Anzi. Sono proprio i Casinò oggi i luoghi più sicuri, dove sfidare la fortuna riscoprendo questa esperienza antica quasi quanto l’uomo come un divertimento innocuo e perfino stimolante. 
Sostiene Frigerio: “Le quattro case da gioco italiane: Saint-Vincent, San Remo, Venezia e Campione  sono gestite da società per azioni in mano pubblica e sono sottoposte al doppio controllo da parte dell’ente titolare dell’autorizzazione – nel caso del Casino de la Vallée, la Regione Autonoma Valle d’Aosta – e da uno speciale organo interno. Il Casinò di Saint-Vincent nello specifico è regolato anche da un codice etico che si basa su principi quali legalità, trasparenza, gestione del rischio e lotta al riciclaggio”. Anche il programma di Luca Frigerio come presidente di Federgioco ha, tra gli obiettivi, quello di combattere con forza il dilagante fenomeno delle Ludopatie. Conclude Frigerio: “Il gioco d’azzardo incontrollato, praticato al di fuori dell’ambiente protetto dei Casinò, è ancora più dannoso se si pensa che, oltre ad essere terreno fertile per le ludopatie, drena risorse economiche pari al 10% del PIL e questo è oggi uno dei nuovi ostacoli allo sviluppo del nostro Paese”.



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